Sarajevo, 19 Agosto 2025_L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e il Sarajevo Film Festival (SFF) hanno unito le forze nell’ambito del progetto “Valorizzare il potenziale della diaspora per promuovere l’adesione all’UE e la mobilità lavorativa nei Balcani Occidentali“, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), per evidenziare come le storie, le capacità e le prospettive della diaspora bosniaca possano ispirare la creatività, rafforzare la coesione sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile nei Balcani occidentali.
Nell’ambito del 31° Sarajevo Film Festival, il più grande evento cinematografico dell’Europa sud-orientale, e del suo programma Talents Sarajevo rivolto a registi emergenti provenienti dalla regione, dal Caucaso, dalla Turchia e dall’Ungheria, l’OIM ha co-ospitato un dibattito pubblico dal titolo “Prospettive della diaspora: il cinema come cura: successo, identità e salute mentale nella migrazione“. L’incontro ha riunito l’acclamato regista svedese-bosniaco Goran Kapetanović e la produttrice Lejla Bešić, entrambi membri della diaspora bosniaca, i cui percorsi personali e professionali riflettono la resilienza, l’adattabilità e la creatività alimentate dalla migrazione. L’evento ha combinato dialogo, tutoraggio e networking per ispirare la prossima generazione di narratori, portando in primo piano le voci della diaspora e mostrando come le esperienze maturate all’estero possano rafforzare la creatività, la resilienza e lo sviluppo inclusivo in Bosnia ed Erzegovina e in tutta la regione.
La discussione ha esplorato temi come l’identità, l’appartenenza, la resilienza emotiva e il ruolo trasformativo delle storie nella costruzione di società maggiormente inclusive. Attingendo alle proprie esperienze di vita, i relatori hanno riflettuto su quanto muoversi tra culture diverse abbia plasmato il proprio lavoro, approfondito il legame con la Bosnia ed Erzegovina e influenzato il modo in cui rappresentano la migrazione sia sullo schermo che nella vita pubblica.
“I membri della diaspora non sono solo ambasciatori culturali all’estero, ma rappresentano una straordinaria fonte di conoscenza, competenze e innovazione per il loro Paese d’origine” ha affermato Michael J.F. O’Mahony, Capo Missione dell’OIM in Bosnia ed Erzegovina. “Creando spazi di scambio significativi tra professionisti della diaspora e giovani talenti in Bosnia ed Erzegovina e in tutta la regione, stiamo costruendo ponti che promuovano sia la creatività che contributi tangibili al progresso sociale ed economico” ha poi concluso O’Mahony.
Dall’inizio degli anni 2000, l’emigrazione dalla Bosnia-Erzegovina ha registrato una costante accelerazione, con oltre una persona su cinque nata nei Balcani occidentali che ora vive all’estero. Sebbene questa tendenza rappresenti una sfida per lo sviluppo socioeconomico a lungo termine, offre anche opportunità significative: i membri della diaspora sono spesso altamente istruiti e qualificati, e molti desiderosi di condividere le proprie competenze con le comunità d’origine.
«All‘Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo crediamo che le storie della diaspora siano narrazioni vive, che plasmano ciò che siamo. Nei Balcani occidentali, la nostra prospettiva si concentra sulle opportunità della circolazione dei cervelli: idee, competenze e creatività che si muovono in entrambe le direzioni, rafforzando i paesi di origine e le comunità in cui vivono i membri della diaspora» ha dichiarato Letizia Fischioni, Vice Titolare di AICS Tirana.
Il regista Goran Kapetanović da parte sua ha affermato: «Integrando le voci della diaspora in una piattaforma culturale di primo piano come il Sarajevo Film Festival, l’evento dimostra che la migrazione non è solo un motore di percorsi individuali, ma anche un catalizzatore di progresso collettivo. La narrazione, in particolare attraverso il cinema, può sfidare le percezioni, incoraggiare l’empatia e aprire le porte a nuove forme di collaborazione tra la Bosnia ed Erzegovina e la sua diaspora globale».
All’incontro ha partecipato anche l’Ambasciatrice d’Italia a Sarajevo, S.E. Sarah Eti Castellani, che ha dichiarato: «L’Italia crede fermamente che le voci della diaspora svolgano un ruolo cruciale nel plasmare il tessuto culturale, sociale ed economico della nostra società globale. Quando le persone attraversano i confini, portano con sé conoscenze, tradizioni e prospettive, arricchendo le comunità a cui aderiscono e costruendo ponti tra i Paesi. Questo è particolarmente vero per i Balcani occidentali, dove la migrazione è da tempo una forza potente che influenza sia lo sviluppo locale che i legami transnazionali. I legami tra Italia e Bosnia-Erzegovina esemplificano questa dinamica, con le comunità che contribuiscono allo scambio culturale, alla cooperazione economica e alle relazioni umane di lunga data».