La Serbia, ufficialmente Repubblica di Serbia, è uno Stato dell’Europa sudorientale senza sbocco sul mare, compreso tra il bassopiano pannonico e la penisola balcanica. Confina con l’Ungheria, la Romania, la Bulgaria, la Macedonia del Nord, il Montenegro, la Bosnia ed Erzegovina, de facto il Kosovo e la Croazia. Conta circa 7 milioni di abitanti e la sua capitale è Belgrado.
La Repubblica di Serbia fu parte della Jugoslavia fino al 1992, successivamente ridotta alla sola unione statale di Serbia e Montenegro. In seguito al referendum del 21 maggio 2006, il Montenegro ha votato per l’indipendenza e la Federazione è stata sciolta e la Serbia (così come il Montenegro) è divenuta uno Stato sovrano. La fine dell’Unione ha segnato l’ultimo capitolo nella separazione delle sei repubbliche della vecchia Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, proclamata nel 1945 e composta da Serbia, Montenegro, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia.
Il leader comunista della Jugoslavia, Josip Broz Tito, ha tenuto a freno le tensioni etniche. La federazione è durata oltre 10 anni dopo la sua morte avvenuta nel 1980, ma sotto il leader nazionalista serbo Slobodan Milosevic si è disgregata negli anni ’90. La secessione della Slovenia e della Macedonia è avvenuta relativamente in modo pacifico, ma ci sono state guerre devastanti in Croazia e Bosnia. Nel 2008, il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza.
La crescita economica della Serbia ha accelerato negli ultimi due anni, grazie ad una migliorata performance dei settori agricolo e infrastrutturale, e a una forte ripresa del settore energetico dopo la crisi del 2022. Sul lato della spesa, le esportazioni nette e, in misura minore, i consumi, sono stati i principali motori della crescita, mentre gli investimenti hanno avuto un contributo negativo.
Nel 2025 la Serbia segnala un trend di crescita continuo e significativo, anche grazie allo sviluppo di settori chiave per l’occupazione come l’ICT e le produzioni legate alla transizione energetica. Sul fronte della sicurezza interna, l’anno in corso si segnala per le proteste di studenti e societa civile contro il Governo e il Presidente Aleksander Vucic, accusati di corruzione e di non voler affrontare le responsabilita’ per la tragedia della stazione di Novi Sad, nel Novemrbre del 2024, quando a causa del crollo di una pensilina persero la vita 15 persone.
La Cooperazione Italiana è presente in Serbia dal 2001 con un’Unità Tecnica Locale (UTL). Le attività di cooperazione hanno accompagnato la Serbia durante il processo di stabilizzazione con interventi a favore del rafforzamento istituzionale, dello sviluppo economico e delle politiche sociali. I settori d’intervento sono stati molteplici e centrati sull’alleviamento della povertà ed il miglioramento delle condizioni socio-economiche. Sono stati realizzati interventi significativi nei settori di sviluppo istituzionale, economico, politiche sociali, patrimonio culturale, sanitario, energetico, ambientale, agricolo e dell’istruzione, tramite commodity aid a dono e la fornitura di attrezzature. Si è inoltre fornita assistenza tecnica a diversi ministeri, per sostenerne l’allineamento agli standard comunitari in materia di appalti pubblici. Lo sviluppo economico del Paese è stato sostenuto anche da crediti di aiuto, nell’ambito delle Linee di Credito per la Promozione e lo Sviluppo delle PMI, in particolare per infrastrutture nel settore ambientale e agricolo.
Oggi il programma in Serbia comprende 2 progetti per un totale di 14,6 milioni di EURO, in aggiunta alle attività realizzate nel quadro di progetti regionali.