L’Albania, ufficialmente Repubblica d’Albania, è un piccolo paese montuoso nella penisola balcanica, con una lunga costa adriatica e ionica. Confina a nord-ovest con il Montenegro, a nord-est con il Kosovo, a est con la Macedonia del Nord e a sud con la Grecia. La sua capitale è Tirana. Insieme al vicino Kosovo, abitato prevalentemente da albanesi, ha una maggioranza musulmana, eredità del dominio ottomano durato secoli; circa il 17% della popolazione è cristiana, divisa principalmente tra ortodossi e in minoranza cattolici.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Albania divenne uno stato stalinista sotto Enver Hoxha e rimase fermamente isolazionista fino alla transizione alla democrazia avvenuta dopo il 1990. Le elezioni del 1992 misero fine a 47 anni di governo comunista, ma nella seconda metà del decennio ci fu un rapido ricambio di presidenti e primi ministri. Molti albanesi lasciarono il paese in cerca di lavoro; le rimesse rimangono ancora oggi una fonte importante di entrate.
L’Albania si è trasformata da uno dei paesi più poveri d’Europa a un paese a reddito medio-alto. Il paese è membro delle Nazioni Unite, della NATO, dell’OSCE, del Consiglio d’Europa, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e uno dei membri fondatori dell’Unione per il Mediterraneo. Dal 24 giugno 2014 è ufficialmente candidata per l’adesione all’Unione europea, dopo aver richiesto formalmente l’adesione all’UE il 28 aprile 2009. Riforme di libero mercato hanno aperto il paese agli investimenti stranieri, in particolare nello sviluppo di infrastrutture energetiche e di trasporto. È tra i Paesi emergenti d’Europa e, grazie alle numerose bellezze storiche e naturali, tra le nuove mete turistiche della Penisola balcanica e del bacino del Mediterraneo.
Con l’apertura del Capitolo di Negoziazione n. 5, che comprende settori chiave come “Risorse, Agricoltura e Coesione”, l’Albania completa nel 2025 il percorso che l’ha vista affrontare i diversi capitoli previsti per accedere all’Unione Europea. L’Unione dimostra di apprezzare la preparazione tecnica, istituzionale ed economica del paese, nonché l’impegno mostrato verso l’integrazione europea. L’Albania mira a concludere l’intero processo negoziale entro la fine del 2027 e a divenire membro a pieno titolo dell’Unione Europea entro il 2030.
La Cooperazione Italiana è presente e opera in Albania dal 1991, a supporto dello sviluppo e della crescita sostenibile e inclusiva del Paese. Per vicinanza geografica all’Italia e legami storici, culturali ed economici, l’Albania ha rappresentato sempre uno dei principali Paesi di cooperazione nei Balcani per l’Italia. La Cooperazione Italiana ha sostenuto con ingenti finanziamenti gli sforzi del governo albanese, volti a migliorare le condizioni di vita della popolazione dopo la caduta del regime comunista ed il percorso verso la democrazia, aprendo nel 1992 una Unità Tecnica Locale (UTL). Numerosi progetti infrastrutturali, di assistenza tecnica e formazione in molti ambiti sono stati realizzati dai diversi attori italiani nei trent’anni successivi alla caduta della dittatura. Nel dicembre del 2008 è stato firmato l’Accordo Quadro di Cooperazione allo Sviluppo tra il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania e il Governo della Repubblica Italiana.
Sebbene la capitale e i principali centri della costa abbiano raggiunto un livello di sviluppo elevato, le regioni più interne presentano ancora delle vulnerabilità. Per tali ragioni, recentemente la Cooperazione Italiana ha spostato il proprio focus di intervento dai settori infrastrutturali come la costruzione di strade, ponti, centrali elettriche e sistemi per la fornitura di acqua potabile, finanziati con crediti di aiuto e realizzati da imprese del settore privato, ad interventi più ridotti, finanziati soprattutto con risorse a dono, finalizzati ad attività di capacity building e sostegno delle aree periferiche e rurali e delle fasce vulnerabili della popolazione, realizzati principalmente dagli attori del Sistema Italia come OSC, enti territoriali e agenzie internazionali.
Oggi il programma in Albania comprende 51 diverse iniziative (34 doni, 13 crediti di aiuto, 4 progetti di cooperazione delegata EU) per un budget complessivo di 365 milioni di euro.