LA COOPERAZIONE ITALIANA NEI BALCANI OCCIDENTALI
L’impegno di AICS Tirana nella Regione è in continuità con la storia di cooperazione del Governo italiano nei Balcani Occidentali ed ora è parte del più ampio impegno europeo per l’integrazione dei Balcani Occidentali nell’Unione Europea, noto come Processo di Berlino ed avviato nel 2014.
L’impegno di AICS nei Balcani Occidentali si basa sulle indicazioni contenute nei documenti della Commissione Europea successivi alla manifestazione di interesse dei Paesi della Regione di aderire all’UE. Tra questi, A credible enlargement perspective and enhanced EU engagement for Western Balkans – e i successivi rapporti Paese della UE – ha stabilito sei priorità e aree d’intervento:
1) Stato di diritto;
2) Politiche di sicurezza e gestione dei flussi migratori;
3) Sviluppo socioeconomico;
4) Connettività dei trasporti e dell’energia;
5) Digitalizzazione;
6) Riconciliazione e buon vicinato.
Queste sei aree d’intervento si articolano in 35 capitoli di negoziazione che comprendono tutti i settori da aggiornare dal punto di vista legislativo, giuridico e istituzionale sulla base dell’acquis communautaire europeo.
Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Serbia e Montenegro hanno fatto proprie le raccomandazioni della Commissione Europea attraverso documenti strategici e programmatici nazionali, che sono per AICS Tirana la base per la programmazione del proprio intervento.
In tutte le agende politiche per lo sviluppo dei 6 Paesi ricorrono impegni a favore della good governance e della lotta alla corruzione, dell’inclusione e della protezione sociale, tra cui l’accesso a sanità e educazione di qualità per tutti, dell’aumento dei posti di lavoro e del rafforzamento delle economie interne, economia green e protezione dell’ambiente, che insieme al patrimonio e alle specificità culturali sono viste come volano per lo sviluppo del turismo. Tutte le strategie nazionali riconoscono nelle diaspore una risorsa per lo sviluppo nazionale, e allo stesso tempo dedicano un focus sui giovani, visti come agenti del cambiamento e portatori di coesione sociale – sia interna che interregionale – attraverso l’arte, lo sport e l’innovazione. I 6 Paesi vedono nell’innovazione e nella digitalizzazione strumenti essenziali per il proprio sviluppo e per il benessere dei cittadini.
Un altro elemento comune ai Paesi dei Balcani Occidentali è la vulnerabilità ed esposizione a un significativo rischio di disastri, tra cui ondate di caldo, inondazioni, frane, siccità, incendi boschivi e terremoti, nonché la necessità di rafforzare le proprie capacità di gestione di tali rischi. Albania, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Macedonia del Nord e Montenegro partecipano al Meccanismo della Protezione Civile UE e tutti i Paesi dei Balcani Occidentali hanno mostrato un forte impegno nell’attuazione del Sendai Framework for Disaster Risk Reduction; tuttavia, le azioni attuali non sono ancora proporzionate all’incremento, in termini di frequenza ed intensità, del rischio di disastri causato dai cambiamenti climatici.
Nel 2025 sono state avviate 3 nuove iniziative di carattere regionale, in aggiunta al programma di cooperazione delegata “Culture and Creativity in the Western Balkans” finanziato dall’Unione Europea e che si sta svolgendo in Albania, Kosovo e Bosnia-Erzegovina.
Questi progetti restituiscono l’approccio e le intenzioni della Sede, nel suo impegno per il dialogo e la riconciliazione dei Balcani occidentali, su temi chiave come la gestione del rischio di disastri, la tutela del capitale naturale, il coinvolgimento delle diaspore.
- “Rafforzamento della capacita di gestione transfrontaliera del rischio di disastri e dei sistemi di allerta precoce nei Balcani Occidentali”
- “Sviluppo sostenibile e tutla del capitale naturale e culturale nelle Alpi Dinariche transfrontaliere”
- “Accelerare l’adesione all’UE e la mobilita dei lavoratori nei Balcani Occidentali attraverso il coinvolgimento della diaspora”